NEWSLETTER 1/2026 – APRILE
CONFIDENTIAL / Vi ricordiamo che i contenuti della newsletter e di questa pagina non sono divulgabili, ma riservati alle Socie e Soci dell’Associazione
Care Socie, Cari Soci
Dopo aver contribuito a fondare l’associazione nove anni fa, per me è un onore ed un privilegio essere stata eletta presidente. Sono davvero emozionata e darò il meglio insieme alle mie colleghe del consiglio direttivo per continuare il lavoro che Alessandra e Carola con le altre socie hanno portato avanti in questi anni. Le ringrazio sinceramente.

L’associazione è cresciuta, non solo nel numero delle associate e degli associati (i soci uomini sono tre!), ma nella riconoscibilità e nel peso che la nostra comunità ha ottenuto all’interno del nostro settore. Non solo ci siamo mosse, ma siamo andate avanti ed è esattamente questo che dobbiamo continuare a fare specialmente in una fase in cui i problemi per il settore sembrano aumentare invece che diminuire.
Abbiamo ottenuto tanto, siamo ora un Ente del Terzo settore e le Missioni compiute sono state tantissime, tra le ultime di rilievo: la firma del Manifesto sulla Giustizia Economica di Genere con CEFA e AIDDA, il Premio di Laurea dedicato ad Annabella Donnarumma, la partecipazione al G7 dell’Agricoltura a Siracusa, i corsi di formazione per tutte le nostre socie, una prima fase di internazionalizzazione sia a livello europeo con le WEP sia con le Global Women Fresh a livello globale.
Adesso è arrivato il momento di procedere, di fare un ulteriore passo in avanti.
La questione di genere va certamente affrontata perché il Gender Gap nel nostro settore esiste ed è marcato, soprattutto quando si parla di ruoli apicali, ma questo non significa che dovrà essere necessariamente al centro di tutte le nostre iniziative.
Sono tanti i punti su cui sarà necessario lavorare per il bene di TUTTO il settore con TUTTI gli elementi che lo compongono, senza alcuna contrapposizione, men che meno di genere.
Bisogna dire la nostra sui temi centrali per il comparto: tra questi il cambiamento climatico, la sempre minore disponibilità di prodotti di difesa che rendono semplicemente complicato produrre, la mancanza di manodopera, le difficoltà logistiche, le criticità all’export, il consumo in discesa in modo particolare tra le giovani generazioni. Ma anche parlare dell’estrema resilienza del nostro settore, della spinta all’innovazione che lo ha contraddistinto negli ultimi anni, innovazione portata avanti sia per rispondere alle esigenze dei produttori che a quelli dei consumatori, perché gli uni non esistono senza gli altri.
E tutto questo come si fa?
Lo si fa parlando con le istituzioni, portando il nostro contributo – che ricordiamo è un contributo di valore, frutto della competenza delle decine e decine di professioniste che compongono la nostra comunità e che lavorano praticamente in tutti gli anelli della catena e della filiera – nei tavoli in cui si definisce il futuro ed il ruolo del nostro comparto.
Lo si fa parlando dei temi che ci stanno a cuore, presidiando gli eventi di settore e creando un network sempre più ampio.
Ma lo si fa anche rinnovando il modo di comunicare, sia all’interno del comparto, sia al di fuori di esso raccontando ai consumatori e alle consumatrici dell’eccezionalità dei nostri prodotti, dell’importanza del nostro comparto per il nostro paese, del contribuito alla sostenibilità economica, sociale e ambientale che diamo nei territori di produzione.
Iniziamo questo nuova fase con la voglia, ancora una volta, di dimostrare quello che facciamo, quanto valiamo, quanto valgono il nostro lavoro ed i nostri prodotti con un linguaggio rinnovato e lo facciamo sia per le donne che questo comparto lo animano, ma anche per il bene dell’intero nostro settore.
Grazie e buon lavoro a tutte e tutti noi!
Giulia Montanaro
Presidente Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta
(dal discorso di insediamento tenuto a Macfrut 2026)
Mercati all’ingrosso: le donne ci sono. Ora devono poter decidere
I risultati della prima indagine nazionale sulla presenza femminile nell’ortofrutta all’ingrosso, presentata a Macfrut il 22 aprile, aprono un confronto che riguarda il presente e il futuro della filiera.
Nei mercati ortofrutticoli all’ingrosso le donne ci sono da sempre. Lavorano, gestiscono relazioni, tengono insieme organizzazione, amministrazione, commerciale e impresa, ma la loro è una presenza poco valorizzata, complice la mancanza di una fotografia chiara capace di raccontarne con precisione il posizionamento.
L’indagine promossa dall’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta, con la collaborazione di Fedagromercati Confcommercio e Italmercati, presentata lo scorso 22 aprile a Macfrut, nasce proprio da qui: dare forma a una realtà concreta che il settore conosce bene, ma che finora non era mai stata misurata in modo strutturato. Sono state coinvolte 122 aziende distribuite su tutto il territorio nazionale – con una prevalenza del Nord (61%), seguito da Centro (26%), Isole (7%) e Sud (5%) – costruendo il primo campione quantitativo dedicato al ruolo femminile nell’ortofrutta all’ingrosso.
Il primo dato che emerge è semplice ma importante: le donne non rappresentano un’eccezione. Il 90% delle aziende coinvolte ha dipendenti donne, il 77% lavora a tempo pieno e l’età media è di 45 anni, con la fascia 46-55 anni che rappresenta il gruppo più numeroso (33%). Una presenza stabile, competente e radicata, eppure si tratta di una normalità che si concentra soprattutto nelle mansioni amministrative (47% dei casi), mentre titolari e socie si fermano al 12%. Nel 69% delle aziende le dipendenti donne non superano le cinque unità, a conferma di come si tratti ancora di una presenza numericamente contenuta oltre che concentrata in funzioni specifiche.
Durante il convegno moderato dalla giornalista Raffaella Quadretti, i numeri hanno lasciato spazio alle esperienze dirette, restituendo un quadro ancora più concreto. Alessandra Ravaioli, consigliera CAL Parma per Italmercati, ha ribaltato un pregiudizio ancora diffuso: “I mercati sono i luoghi in cui più di tutti si fa valorizzazione del prodotto, e qui le donne possono esprimere al meglio le loro competenze.”
Ilaria Renna, presidente di Fedagro Campania, ha raccontato senza filtri il proprio percorso: “All’inizio sono stata ostacolata da un mondo maschile che non mi voleva. Oggi non è più così, perché hanno capito che ho una forma mentis differente.” E ha aggiunto un passaggio che sposta bene il punto della questione: “Noi parliamo di donne, ma dovremmo parlare di professionalità.”
Uno dei temi più sentiti resta quello degli orari. I mercati vivono spesso di notte e nelle prime ore del mattino – il 54% delle donne lavora nella fascia mattutina, il 28% di notte – con ritmi che rendono ancora più complessa la conciliazione tra lavoro e vita privata, che continuano a pesare soprattutto sulle donne. Non a caso, la difficoltà di conciliazione lavoro-vita privata è la criticità più segnalata dall’indagine (35%), seguita dagli orari e dai carichi fisici (27%) e dalla cultura tradizionale del settore (17%). Francesca Nadalini, imprenditrice agricola, ha indicato una prospettiva concreta: “Se si rendesse l’orario diurno, a cascata cambierebbe tutto il lavoro della filiera.” Anche Marinella Degliesposti, presidente Fida Emilia-Romagna, ha sottolineato come spesso l’imprenditoria femminile nasca anche da un bisogno di autonomia: “Le donne spesso diventano imprenditrici anche per scegliere come gestire il proprio lavoro.”
Sul fronte della comunicazione e dell’innovazione, Serena Montucchiari ha raccontato il ruolo dei social nel creare connessioni nuove tra i diversi attori della filiera e nel costruire un dialogo più diretto con il consumatore finale: “La comunicazione delle donne è più emozionale perché danno una storia al prodotto.” Anche qui però emerge un limite evidente: solo il 6% del lavoro femminile risulta collegato all’innovazione, e appena il 2% riguarda la responsabilità degli acquisti. Un dato che, come ha osservato ancora Nadalini, racconta un problema strutturale che il mercato all’ingrosso deve affrontare.
A fronte di questi limiti, il riconoscimento del valore apportato dalle donne è però alto e misurabile: su una scala da 1 a 5, il miglioramento del clima aziendale attribuito alla presenza femminile ottiene un punteggio medio di 3,9, e l’83% degli intervistati dichiara di voler assumere figure femminili in futuro. Un segnale positivo, temperato però da un’ulteriore concentrazione: le intenzioni di assunzione riguardano per il 78% l’area amministrativa, confermando che il cambiamento è ancora parziale.
Per l’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta questa ricerca non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un lavoro più ampio. Come ha spiegato la presidente Giulia Montanaro, “si navigava a sensazione mentre ora si può iniziare a progettare.” La direzione è chiara: riconoscere il valore che già esiste, creare più accesso ai ruoli decisionali e costruire condizioni di lavoro che non obblighino le donne a scegliere tra crescita professionale e vita privata. Perché nei mercati le donne ci sono già, ma devono poter contare di più.
Il nuovo Consiglio Direttivo delle Donne dell’Ortofrutta: chi sono le donne che guidano l’associazione
Macfrut 2026 ha segnato un momento importante per l’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta: la presentazione del nuovo Consiglio Direttivo. Dieci profili diversi per provenienza geografica, settore di specializzazione ed esperienza, accomunati dalla stessa convinzione: le donne nella filiera ortofrutticola hanno molto da dire e da costruire.
Ecco chi sono.
Giulia Montanaro, socia fondatrice e presidente, è entrata per caso nel mondo dell’ortofrutta tredici anni fa, lavorando a lungo per il settore melicolo tra Assomela e il mondo fieristico. Oggi è alla direzione generale di un marchio di mele premium.
Al suo fianco, un Consiglio che rappresenta davvero la varietà della filiera.
Tra le socie confermate, Elena Albertini, tesoriera, è imprenditrice agricola biologica in Sicilia, specializzata nell’arancia rossa IGP, con ruoli di rappresentanza a livello nazionale e internazionale.
Claudia Ferreyra, ingegnera agronoma argentina trapiantata in Italia, è consulente di marketing e comunicazione per aziende agroalimentari e ispettrice per i prodotti ortofrutticoli IGP e DOP.
Raffaella Fuitem, dall’Emilia-Romagna, guida da tempo l’azienda di famiglia specializzata nelle patate da consumo: con lei si entra nella quinta generazione.
Anna Maria Minguzzi, dottoressa agronoma romagnola, gestisce le società agricole di famiglia attraverso l’intera filiera ortofrutticola dal 1986, con una lunga storia di coinvolgimento in progetti innovativi di settore.
Valentina Mellano, laureata in Economia a Torino, oggi CEO dell’azienda di famiglia nel settore logistico, porta una grande specializzazione nell’import-export ortofrutticolo.
Chiara Santinello, neo vicepresidente, produce radicchio dal 2001 e si definisce eclettica e grande sostenitrice di un necessario cambiamento: è entrata in associazione “perché per cambiare il mondo bisogna esserci”.
Tra le neo elette in Consiglio, Elisabetta Deluca produce Pomodoro Pachino IGP ed è CFO dell’azienda di famiglia, con una particolare attenzione all’impatto sociale e ambientale dell’impresa e al valore dell’ortofrutta nell’educazione alimentare.
Benedetta Fatano, nominata vicepresidente, lavora nell’azienda di famiglia ed è specializzata nella commercializzazione di freschi, nella maturazione delle banane e nella lavorazione della frutta secca, occupandosi di acquisti, marketing e sviluppo: “Credo nel potere delle donne di generare cambiamento, soprattutto quando competenza ed esperienza si uniscono a visione e lavoro di squadra”.
Stefania Mana produce piccoli frutti, pesche, nettarine e susine nel Cuneese. Figlia di agricoltori, è approdata alla vendita dopo aver ricoperto diversi ruoli in azienda: “Solo unendo competenze e prospettive si possono raggiungere traguardi importanti”.
Infine, Gabriela Stoilova opera nel settore orticolo abruzzese, occupandosi di qualità e gestione dei processi nella filiera della Carota del Fucino IGP, con una particolare attenzione alla comunicazione e al coinvolgimento dei giovani agricoltori.
Storie diverse, settori diversi, geografie diverse. Un Consiglio che rispecchia la complessità reale della filiera e che ha molto lavoro davanti.
In una parola (anzi, molte):
come la filiera descrive le donne dell’ortofrutta
Cosa evoca l’associazione tra donne e ortofrutta? Lo hanno detto direttamente gli operatori del settore presenti in sala, durante la presentazione del nuovo consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta a Macfrut, organizzata con la collaborazione del giornalista Cristiano Spadoni e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. Attraverso uno strumento di interazione in tempo reale, la platea è stata invitata a rispondere con una o più parole libere, e il risultato – una word cloud generata live con Mentimeter – ha restituito un autoritratto collettivo tanto spontaneo quanto significativo.
Le parole più ricorrenti, e quindi più grandi nella nuvola, sono state professionalità, passione, forza, collaborazione e empatia. Accanto a queste, la platea ha indicato rete, generosità, soft skill, interazione, innovazione e coraggio, fino alle più evocative: visionarie, brave, fanno la differenza.
Un vocabolario che va ben oltre gli stereotipi e che il nuovo consiglio direttivo raccoglie come mandato: le donne dell’ortofrutta si raccontano attraverso competenze concrete, capacità relazionali e una visione di sistema. Non un settore al femminile, ma un settore che cresce anche grazie alle donne.
Uno sguardo l futuro della PAC: il seminario con la socia onoraria Simona Caselli
Il 14 aprile si è tenuto il seminario riservato alle socie dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta condotto dalla nostra socia onoraria Simona Caselli, dedicato a un tema strategico per il futuro del comparto: “Bilancio UE 2028-34, proposta di nuova PAC e futuro dell’OCM”.
Un’occasione preziosa di approfondimento su temi che toccano da vicino tutto il sistema agroalimentare, e l’ortofrutta in particolare, oltre che un necessario confronto rispetto ad uno scenario europeo in forte evoluzione. Si è parlato del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, della riforma della Politica Agricola Comune e delle prospettive dell’Organizzazione Comune dei Mercati, con attenzione agli equilibri tra competitività, sostenibilità e tutela del reddito agricolo.
Un grazie speciale a Simona Caselli per aver condiviso con noi analisi, visione e strumenti utili per leggere il presente e prepararci alle sfide future del settore.
Continuiamo a credere che questi momenti di incontro siano fondamentali per far crescere la nostra rete: per questo invitiamo tutte le socie a partecipare sempre più numerose ai prossimi appuntamenti, perché confronto, aggiornamento e condivisione sono il vero valore aggiunto della nostra associazione.
Più consapevolezza, più equilibrio: il webinar riservato alle socie sulla gestione del conto corrente
Si è tenuto nelle scorse settimane il webinar riservato alle socie dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta dedicato alla gestione del conto corrente. Un appuntamento pensato per offrire strumenti pratici e maggiore consapevolezza su un tema che riguarda la quotidianità personale e professionale di ciascuna.
A guidare l’incontro è stata Daniela Lorizzo, consulente finanziaria indipendente, che ha accompagnato le partecipanti in un momento di riflessione e approfondimento su scelte economiche, metodo e gestione consapevole delle proprie risorse.
Il webinar, organizzato dal gruppo formazione dell’associazione, si inserisce in un percorso portato avanti per promuovere occasioni di confronto, crescita e formazione tra le socie, affrontando temi trasversali che contribuiscono a rafforzare competenze, autonomia e visione professionale.
Le Donne dell’Ortofrutta convocano l’Assemblea Straordinaria delle socie
È stata convocata l’Assemblea Straordinaria delle socie dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta, che si terrà online sulla piattaforma Zoom. L’appuntamento è fissato in prima convocazione il 18 maggio alle ore 7.00 e, in seconda convocazione, il 19 maggio alle ore 18.00.
All’ordine del giorno un tema importante per la vita associativa: la proposta e deliberazione relativa al cambio della sede legale dell’associazione.
La partecipazione è aperta a tutte le socie, anche tramite delega. Ogni associata potrà infatti farsi rappresentare da un’altra socia, con delega scritta e firmata e copia del documento di identità, fino a un massimo di due deleghe per ciascuna portatrice.
La presidente Giulia Montanaro invita tutte alla massima partecipazione: essere presenti, anche in questi momenti più organizzativi, significa continuare a costruire insieme il percorso e il futuro della nostra associazione.
Dai forza alla rete delle donne dell’ortofrutta. Dona il tuo 5×1000!
Sostenere l’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta significa promuovere l’uguaglianza di genere nel settore ortofrutticolo, offrendo pari opportunità alle donne e contribuendo a superare le disparità.
Le donazioni aiutano a finanziare progetti di ricerca e sviluppo, favorendo innovazione e pratiche agricole più sostenibili, per ricadute positive su comunità locali e sviluppo socio-economico.
CF 91404250374



