NEWSLETTER 4/2025 – SPECIALE ASSEMBLEA

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Un anno che racconta chi siamo

Il 2025 per le Donne dell’Ortofrutta è stato un anno di crescita, di incontri e di nuove energie condivise.
Siamo oggi 142 socie – 136 ordinarie e 6 onorarie – con 17 nuovi ingressi che portano entusiasmo e visioni diverse.

Abbiamo attraversato mesi intensi, segnati da momenti di confronto e di progettazione comune: l’Assemblea dell’8 marzo a Bologna, dedicata alla finanza al femminile, la partecipazione al festival Agrofutura, il convegno Women for Agroinnovation a Macfrut e i primi due focus del progetto condiviso con CEFA e AIDDA, che porterà nel 2026 alla presentazione del Manifesto sulla parità di genere.
Tra le novità più belle, l’ingresso della professoressa Stefania De Pascale tra le nostre socie onorarie: un riconoscimento al suo contributo scientifico e umano nel mondo dell’ortofrutticoltura.

La formazione è rimasta un punto fermo, con gli incontri di Erika Bezzo e Daniela Lorizzo dedicati all’empatia, alla crescita personale e alla consapevolezza economica. Appuntamenti organizzati grazie all’impegno delle nostre socie volontarie Claudia Ferreyra, Giuliana Caliandro, Valentina Colucci e Giusy Urselli.

Sul piano della comunicazione, il 2025 ha segnato l’inizio di un nuovo corso: Chiara Brandi (socia fondatrice) e Chiara Parollo di Chiarapiuchiara hanno assunto la gestione dei social e dell’ufficio stampa. Con loro è nata la nostra newsletter bimestrale e la rubrica social #OrtofruttaDiValore per raccontare il settore con uno sguardo femminile e appassionato. Un lavoro portato avanti insieme alle volontarie Daria Lodi, Gabriela Stoilova e Giusy Urselli.

Il bilancio economico fotografa un’associazione solida e in salute, con un saldo attivo di 34.144,91 euro al 18 ottobre 2025: una base concreta su cui costruire i nuovi progetti del prossimo anno.

“Ogni Assemblea è un momento di ritrovo e di riconoscimento reciproco”, ha dichiarato la nostra presidente Maria Carola Gullino, ringraziando tutte le socie per la partecipazione e, in particolare, il gruppo del Veneto per l’impegno e la cura con cui hanno organizzato le due giornate. “Occasioni come questa – ha concluso – ci ricordano quanto sia importante lavorare insieme, mettendo da parte la competizione per crescere, imparare e contribuire allo sviluppo del settore ortofrutticolo in modo condiviso e solidale”.

E guardando avanti, il 2026 si annuncia già ricco di appuntamenti: la terza edizione speciale del Premio Danila Bragantini, l’Assemblea dell’8 marzo a Bologna, l’assemblea annuale che si terrà quest’anno in Abruzzo e il rinnovo del Consiglio Direttivo.

Un nuovo capitolo, da scrivere insieme, con la stessa passione che continua a tenere unita questa rete di donne che ogni giorno coltivano valore.

Quando la contaminazione tra settori diventa
leva di crescita condivisa

Costruire valore attraverso la contaminazione tra esperienze, linguaggi e filiere: è questa la visione da cui ha preso forma il convegno “Il Veneto accoglie: dialoghi e sinergie tra reti”, cuore pulsante dell’Assemblea Nazionale 2025 dell’Associazione Le Donne dell’Ortofrutta, ospitata a Villa Fiorita di Monastier di Treviso.

L’incontro, fortemente voluto dal gruppo veneto, è nato dal desiderio – come ha sottolineato Ilenia Nordera, coordinatrice regionale – di creare un dialogo autentico tra donne che, pur appartenendo a mondi diversi, condividono la stessa spinta al cambiamento.
Un confronto pensato per far emergere i punti di contatto tra esperienze e competenze, e per ribadire che la crescita – economica, sociale e culturale – passa sempre più dalla collaborazione e dalla capacità di fare rete.

Tre reti, un unico linguaggio: quello della collaborazione

Protagoniste del confronto sono state tre importanti realtà nazionali: l’Associazione Donne dell’Olio, l’Associazione Donne del Vino e il Cantiere delle Donne. Tre mondi che, attraverso la voce delle loro rappresentanti, hanno raccontato percorsi di empowerment e strategie di sviluppo differenti, ma complementari.

Maria Grazia Bertaroli, coordinatrice nazionale delle Donne dell’Olio, ha sottolineato l’importanza di condividere conoscenze e competenze per far emergere i talenti e costruire nuove opportunità. Nel settore dell’olio, dove la qualità è il risultato di un intreccio di tecnica, cultura e territorio, la collaborazione è la chiave per dare valore alle differenze e costruire modelli produttivi più inclusivi. Ha inoltre presentato alcuni progetti che esprimono concretamente questa visione, tra cui MixOILogy  (mixology + OIL) per proporre nuovi cocktail e mocktail, dedicato a rinnovare il consumo di olio rispetto al suo utilizzo classico, avvicinando un pubblico giovane e curioso a un prodotto da riscoprire in chiave contemporanea.

Corinna Genesini, delegata veneta delle Donne del Vino, ha ricordato quanto sia strategico “fare rete e fare lobby”: due concetti spesso fraintesi, ma fondamentali per rendere la presenza femminile più incisiva nei processi decisionali. Ha inoltre evidenziato il ruolo della formazione e del dialogo intergenerazionale, citando progetti come Divino, che porta la cultura del vino nelle scuole alberghiere e crea un ponte tra giovani e imprese.

Erika Faresin, responsabile del Cantiere delle Donne, ha invece posto l’accento sul potere del linguaggio come strumento di emancipazione. Il suo intervento ha offerto una prospettiva culturale e comunicativa: dare voce alle donne significa restituire spazio, visibilità e legittimità ai loro percorsi, anche attraverso nuove forme espressive. Da qui la campagna di crowdfunding per la realizzazione di un cortometraggio che racconti storie e volti dell’Italia al femminile.

La voce delle Donne dell’Ortofrutta

A chiudere il convegno è stata Chiara Santinello, socia veneta delle Donne dell’Ortofrutta, che ha riportato l’esperienza dell’associazione come esempio concreto di cooperazione trasversale.
Il suo intervento ha ricordato come la vera forza della rete risieda nella capacità di costruire ponti tra esperienze diverse e di tradurre la collaborazione in azione concreta, mantenendo vivo quello spirito di alleanza che da sempre caratterizza le Donne dell’Ortofrutta.

Un laboratorio di idee e di relazioni

Il convegno ha rappresentato molto più di un momento di confronto: è stato un laboratorio di idee, un luogo di crescita reciproca in cui la collaborazione ha assunto un valore tangibile.
Dalle filiere produttive alla comunicazione, dalla formazione alla rappresentanza, il messaggio emerso è chiaro: solo la contaminazione tra reti e competenze può generare un cambiamento reale e duraturo.

Questo dialogo sincero, produttivo e profondamente umano ha dimostrato come le donne, quando si mettono in rete, non solo raccontano il futuro, ma contribuiscono a costruirlo ogni giorno. 

“Annabella Donnarumma”: l’eredità di una professionista che continua a ispirare il futuro

A volte un ricordo può diventare una strada per il futuro. Così è nato il Premio di Laurea “Annabella Donnarumma”, consegnato durante l’Assemblea Nazionale delle Donne dell’Ortofrutta, dedicato alla memoria della nostra socia, professionista dell’agroalimentare e del retail che, con la sua energia e la sua visione innovativa, ha lasciato un segno profondo in chi l’ha conosciuta.

Il premio, promosso dall’Associazione, nasce per valorizzare le giovani eccellenze nel campo dell’innovazione, della comunicazione e della digitalizzazione nell’ortofrutta, e per continuare a far vivere l’esempio di Annabella: una donna determinata, brillante, capace di unire professionalità e umanità, curiosità e concretezza.
Un riconoscimento che non parla solo di passato, ma di futuro — di giovani donne che si approcciano al mondo del lavoro con la stessa voglia di mettersi in gioco e costruire.

La cerimonia, introdotta dalla presidente Maria Carola Gullino e coordinata da Antonia Maria Ricciardi in rappresentanza della giuria, ha visto la partecipazione di Annamaria Donnarumma, mamma di Annabella.
Con voce emozionata, ha ringraziato l’Associazione per aver scelto di ricordare la figlia “trasformando il dolore in speranza di crescita”.
“Con le sue idee, la sua energia e il suo sorriso – ha detto – Annabella continua a ispirare chi crede in un futuro più sostenibile, innovativo e umano”.

La vincitrice

La vincitrice della prima edizione del premio è la dottoressa Alessia Ferraia, laureata magistrale in Editoria, Culture della Comunicazione e della Moda all’università Statale di Milano, con una tesi dal titolo: “Dal libro di cucina ai social network: analisi e sperimentazione di una comunicazione food-vegan nell’era digitale e dell’IA”.

La commissione – composta da Angela Colangelo, Christine Mauracher, Anna Parello, Antonia Maria Ricciardi e Roberta Spadoni – ha scelto il suo lavoro per l’originalità e la capacità di esplorare con sensibilità e rigore il tema della comunicazione digitale nel mondo agroalimentare contemporaneo.
“La tesi di Alessia – si legge nella motivazione – è un viaggio curioso e profondo nelle trasformazioni del linguaggio alimentare, condotto con approccio multidisciplinare e grande lucidità. Un’opera che guarda al futuro, perfettamente in linea con lo spirito pionieristico di Annabella Donnarumma”.

Alla vincitrice è stato assegnato un premio in denaro di 1.500 euro, offerto dall’Associazione Le Donne dell’Ortofrutta.

La partecipazione al bando era riservata a laureate dei corsi di laurea magistrale italiani che avessero discusso o fossero in procinto di discutere, una tesi dedicata al settore ortofrutticolo, nel corso dell’anno accademico 2023/2024 con particolare attenzione a temi di comunicazione, marketing, sostenibilità o innovazione tecnologica.
In questa prima edizione sono pervenute 10 candidature da università di tutta Italia, a testimonianza dell’interesse crescente verso un settore che intreccia agricoltura, cultura e società.

Un’eredità che continua

“Con questo premio – ha ricordato Maria Carola Gullino – vogliamo mantenere viva la visione di Annabella e incoraggiare le giovani donne che si approcciano al mondo del lavoro a credere nei propri talenti, aprendo nuove strade con coraggio e passione”.

Un momento di commozione e di gratitudine, che ha unito memoria, professionalità e desiderio di futuro. Perché l’esempio di Annabella continua a vivere, ispirando chi ogni giorno sceglie di fare la differenza con passione, coraggio e cuore.

Voci dal Veneto: emozioni e riflessioni delle socie organizzatrici

L’Assemblea Nazionale di Treviso ha rappresentato un momento unico di incontro e confronto. Due giorni intensi di relazioni, sorrisi, scambi di idee e contaminazioni tra settori, in cui il Veneto ha accolto socie da tutta Italia con calore e autenticità.
Abbiamo chiesto alle organizzatrici di raccontare come è stata la loro esperienza, l’eredità emotiva che ha lasciato loro e quale messaggio vogliono mandare a chi non c’era.
Ne è nata una narrazione corale fatta di emozioni, consapevolezze e nuovi stimoli.

Ilenia Nordera (Coordinatrice Regionale Veneto) | Energia e gratitudine

“Difficile scegliere un solo momento: queste due giornate sono state per me un vortice di sensazioni positive. Il momento più emozionante certamente l’applauso commosso per il premio di laurea intitolato ad Annabella Donnarumma, ma molto significativo è stato anche il confronto durante il convegno che ho trovato stimolante e costruttivo. Questo evento mi ha lasciato entusiasmo ed energia. È stata un’iniezione di fiducia nella nostra capacità di fare la differenza. Questi momenti ci arricchiscono: fare rete ci rende più forti, più coese e più influenti.”

Chiara Santinello | Empatia e connessione

“Il confronto durante il convegno è stato per me il momento più significativo: ha fatto emergere la capacità di entrare in rete e relazione solo sedendo allo stesso tavolo. L’empatia che ci ha guidate ci rende capaci di affrontare qualsiasi tipo di dialogo.”

“Ho trovato speciale il crescere del piacere dell’incontro, dall’accoglienza del primo welcome coffee fino ai saluti finali. Abbracci e sguardi di riconoscenza per un tempo di qualità, in cui abbiamo accresciuto conoscenze e rafforzato competenze. Partecipare all’Assemblea è un investimento ad alto rendimento!”

Martina Boromello | Lavoro di squadra e crescita

“Uno dei momenti più significativi è stato quando, alla fine del convegno, le nostre socie hanno iniziato a fare domande alle ospiti: segno che i messaggi emersi avevano toccato corde profonde. È stato il simbolo del nostro essere rete, della voglia di crescere insieme come comunità di professioniste.”

“Questa due giorni mi ha confermato che il lavoro di squadra ripaga sempre. Trasformare idee in realtà, con un gruppo di donne meravigliose, è stata la gratificazione più grande. Alle socie che non erano presenti lasciamo un messaggio chiaro: coltiviamo relazioni trasversali per crescere, migliorarci e ispirarci costantemente.”

Daria Lodi | Emozioni e good vibes

“Non c’è stato un solo momento significativo durante l’assemblea, ma tantissimi: tanti quanti i sorrisi che ho visto sui volti delle socie! Dall’evento mi porto a casa tutto: un concentrato di emozioni e di ‘good vibes’ che vanno dalle parole del convegno alle visite in campo, dalle lacrime per Annabella Donnarumma alle risate del venerdì sera in giro per la Marca Trevigiana.”

“Questa è stata la mia prima assemblea vissuta dal vivo (ed anche da dietro le quinte), partecipare mi ha dato la certezza di ciò che prima avevo solo vissuto “collegata da casa”: si tratta di un’esperienza che ti carica, ti fa sentire parte di qualcosa di bello.”

Giorgia Tosatto | Accoglienza e consapevolezza

“Il momento più significativo è stato l’arrivo delle socie in Villa Fiorita: i sorrisi, l’attesa, l’emozione del primo caffè insieme. Il bello di rivedersi e condividere parte proprio da lì.”

“Questa due giorni mi lascia felice e consapevole: felice del risultato, dell’amicizia e del rapporto vero che si è creato tra noi socie venete; consapevole delle difficoltà che come donne affrontiamo ogni giorno nel lavoro, ma anche della forza che abbiamo unendoci. L’Assemblea è un’occasione preziosa per conoscersi, confrontarsi e ripartire con nuova energia.”

Barbara Chinaglia | Condivisione e alchimia

“Per me il momento più significativo è stato il confronto con le donne delle altre associazioni. L’evento è stato ricco di condivisione, empatia e sorrisi. Ritrovarsi anche solo per poche ore rinnova quello spirito che ci unisce: attraverso uno sguardo, una stretta di mano o un abbraccio nasce un’alchimia meravigliosa.”

Katia Leonardi | Stimoli e appartenenza

“Il momento dell’Assemblea è stato speciale, perché ha permesso di ascoltare la sintesi di un anno di lavoro e di sentirsi parte di un percorso comune. In realtà ogni istante è stato significativo, anche la condivisione conviviale con le colleghe: due giorni intensi e ricchi di significato.”

“Questo evento è stato un’opportunità di confronto fantastica, che mi ha lasciato spunti, riflessioni e nuovi stimoli per il mio lavoro. Voglio invitare tutte le socie a partecipare: è un’esperienza unica e solo positiva, che arricchisce profondamente. Io stessa, pur essendo iscritta da anni, ho partecipato attivamente per la prima volta e ne sono entusiasta!”

Giuliana Caliandro | Collettività e progettualità

“Il momento più significativo per me è stato durante il confronto con le altre realtà: comprendere quanto un gruppo possa fare per la collettività.”
“Questo evento mi ha lasciato la voglia di creare di più, di fare progetti nuovi e di riprendere a capofitto quelli in corso.”
“Il messaggio per chi non era presente? ‘Cosa vi siete perse!’ — scherzo! In realtà c’è sempre modo di essere presenti in associazione: alcune persone non lo erano fisicamente ma lo erano virtualmente, e in ogni caso sono le azioni condivise a renderci un gruppo davvero affiatato.”

Maria Chiara Boscolo | Amicizia e collaborazione

“Faccio parte dell’associazione da un anno e mezzo, e partecipare all’organizzazione dell’Assemblea mi ha fatto capire quanta passione e quanta soddisfazione ci sono dietro un evento così. Ho conosciuto meglio le socie venete, che si sono rivelate amiche vere. Abbiamo fatto squadra, e questo mi ha fatto comprendere ancora di più l’importanza di questa Associazione.”

Insomma… 

Un filo invisibile ma fortissimo lega tutte queste voci: la consapevolezza che, quando le donne si incontrano, si ascoltano e costruiscono insieme, nascono relazioni autentiche e nuove prospettive.
L’Assemblea Nazionale di Treviso è stata molto più di un evento: è stata la prova che il fare rete genera valore, fiducia e futuro. Come ha detto Chiara Santinello: “Abbiamo accresciuto le nostre conoscenze e rafforzato le nostre competenze, ma soprattutto abbiamo ricordato che insieme possiamo affrontare qualsiasi dialogo e creare qualcosa di straordinario.”

Puoi rivivere i momenti dell’assemblea scorrendo le foto disponibili su facebook  o nella gallery sul sito